di Fredy Künzler
Tempo di lettura: 8 minuti
XGS-PON – lo standard industriale
Circa 20 anni fa sono stati compiuti i primi timidi tentativi con la tecnologia FTTH (Fiber to the Home). Da allora, non solo la diffusione geografica della fibra ottica si è ampliata rapidamente, se non addirittura in modo esponenziale, ma anche la tecnologia correlata ha subito un forte sviluppo. Se inizialmente le larghezze di banda nell’ordine dei megabit erano la norma, oggi si parla solo di gigabit o più. La nostra offerta Fiber7 da 25 gigabit, accessibile ai clienti privati, è dal 2021 il punto di riferimento in Svizzera, se non addirittura a livello mondiale.
Ethernet (AON)
A livello OSI 2, ovvero a livello dell’elettronica che garantisce la connettività nell’ultimo miglio tra la presa in fibra ottica (OTO) del cliente finale e il primo punto di aggregazione, il PoP in fibra ottica, esistono due tecnologie fondamentalmente diverse: Ethernet (AON) e PON.
Ethernet proviene originariamente dal settore delle reti locali. Stabilisce sempre una connessione tra due dispositivi e viene solitamente collegato tramite un cavo in rame a 8 fili.

Imagine: Ethernetkabel, Foto di Claudio Schwarz su Unsplash
Cavi Ethernet di questo tipo si trovano praticamente in ogni abitazione dotata di un computer e di una connessione a Internet. Quando si devono collegare tra loro più dispositivi, si ricorre a uno switch o, come avviene nella maggior parte dei casi, alla funzione switch del router a banda larga.
Ethernet funziona tuttavia anche su distanze superiori al limite fisico del cavo in rame, che è di 100 metri. A tal fine si ricorre naturalmente alla fibra ottica. Sono inoltre disponibili diverse larghezze di banda: negli ambienti dei carrier e dei data center si arriva oggi fino a 400 gigabit al secondo. Velocità ancora più elevate sono attualmente in fase di standardizzazione. Per completezza va ricordato che anche il Wi-Fi si basa fondamentalmente su Ethernet.
PON
Al contrario, soprattutto nel caso dell’FTTH, si è affermata una tecnologia diversa dall’Ethernet: il PON. PON è l’acronimo di Passive Optical Network. Il segnale ottico in fibra ottica viene distribuito in modo passivo, ovvero senza componenti elettronici, a più connessioni. A differenza del PON, l’Ethernet viene talvolta definito AON (Active Optical Network). I nostri colleghi di iWay hanno spiegato le differenze tra AON e PON nel loro blog (in tedesco).
Anche la tecnologia PON si è evoluta nel corso degli anni. La versione originale del PON, con larghezze di banda inferiori a un gigabit al secondo, oggi non è più rilevante. Attualmente il GPON è ampiamente diffuso in molti paesi e consente larghezze di banda di 2.5/1.25 gigabit al secondo (download/upload). L’XG-PON offre 10/2.5 gigabit.
Tuttavia, il prossimo passo evolutivo è già stato standardizzato: il 25G-PON e il 50G-PON sono già disponibili in alcune aree.
XGS-PON
Si è affermato lo standard XGS-PON: X sta per 10, G per Gigabit e S per simmetrico. La velocità di download e quella di upload sono quindi uguali, pari a 10 Gigabit al secondo ciascuna. In realtà si raggiunge circa l’80% della velocità nominale. Tutti i principali provider in Svizzera utilizzano questa tecnologia. SALT è stato il primo provider a introdurre l’XGS-PON nel 2018. Anche le offerte di Yallo, Sunrise, Swisscom e tutti gli attuali abbonamenti in fibra ottica basati sulla piattaforma di rivendita BBCS del leader di mercato utilizzano l’XGS-PON.
Il grande vantaggio di PON rispetto a Ethernet (AON) è rappresentato dai costi di investimento per connessione notevolmente inferiori. A livello di Layer 2, ovvero per quanto riguarda l’elettronica, si registra una riduzione fino all’80%. In altre parole: per collegare un cliente XGS-PON, il provider deve investire solo circa un quarto o un quinto del capitale. Lo svantaggio: la tecnologia PON ripartisce la larghezza di banda tra più clienti. Ciò avviene tramite uno splitter ottico passivo. In commercio sono disponibili splitter con un numero di connessioni compreso tra 2 e 256; è anche possibile collegare gli splitter in cascata. Ad esempio, il leader di mercato utilizza spesso splitter a 4 vie, che a loro volta sono collegati a splitter a 16 vie. Gli splitter da 32 sono i più diffusi. La topologia di rete assume così l’aspetto di un albero con 32 rami o, nel caso del leader di mercato, di un albero con quattro rami, che a loro volta ne hanno 16 ciascuno.
Il vantaggio economico dell’XGS-PON
Non dovrebbe quindi sorprendere quasi nessuno che la maggior parte dei provider punti sull’economico XGS-PON, poiché l’esperienza del cliente è «simile» a quella di una connessione Ethernet – almeno questa è l’opinione dei direttori finanziari di quasi tutti i provider. La velocità nominale dell’XGS-PON di 10 gigabit viene così ripartita tra 32 o più clienti.
Naturalmente anche noi di Init7 ci troviamo di fronte a queste leggi economiche. Se tutti gli operatori del mercato pubblicizzano «10 gigabit» intendendo con ciò l’economica tecnologia XGS-PON, noi, con il nostro Fiber7 che offre 10 gigabit non condivisi via Ethernet, siamo in svantaggio dal punto di vista commerciale. È come se si paragonasse una Škoda ad una Porsche. Entrambe hanno quattro ruote e un volante. Tuttavia, l’esperienza di guida o l’esperienza del cliente è più facile da trasmettere nel caso delle automobili che nel caso delle connessioni Internet, e quindi a nessuno dà fastidio che una Porsche sia più costosa di una Škoda.
10 Gigabit non sono 10 Gigabit – o forse sì?
Il nostro problema è quindi che il nostro prodotto premium Fiber7, realizzato con costose componenti elettroniche Ethernet di Cisco, viene confrontato, in termini di prezzo, con le offerte XGS-PON disponibili sul mercato di Yallo, SALT e Wingo. Spiegare questa differenza è stato spesso frustrante e, per i clienti sensibili al prezzo, nella maggior parte dei casi non è nemmeno rilevante. Il «quasi-standard» XGS-PON costa circa CHF 40 al mese e, anche se la linea è condivisa, spesso l’XGS-PON è considerato «sufficientemente buono». Init7 si trovava quindi in una posizione di svantaggio rispetto ai concorrenti nel segmento di prezzo più basso.
Nel 2023 abbiamo cercato di compensare questo svantaggio con il nostro Easy7. Il posizionamento completamente diverso rispetto a Fiber7 si rivolge ad un segmento di clientela alla ricerca di un «abbonamento Internet completo e senza pensieri». Configurazione del router completamente automatica, buona qualità, larghezza di banda di 1 gigabit e linea non condivisa. Infatti anche Easy7, proprio come Fiber7, è un prodotto Ethernet.
Easy7 ha sì successo, ma è comunque più costoso delle offerte XGS-PON dei concorrenti, anche se solo di pochi franchi al mese. Ma poiché l’innovazione è profondamente radicata nel DNA di Init7, non ci siamo semplicemente adagiati sugli allori. Anzi, tra l’estate del 2025 e oggi abbiamo lavorato sodo in laboratorio per adattare il vantaggio di prezzo dell’XGS-PON all’infrastruttura di Init7.
Il nuovo Micro OLT di Ciena
Un nuovo terminale ottico di linea (OLT) di Ciena, che viene inserito nello switch Cisco esistente nel PoP, ci consente di integrare in modo granulare i PoP Fiber7 esistenti con la tecnologia XGS-PON.

Imagine: Ciena OLT-Optik, Fonte: Ciena
In questo contesto è stato necessario tenere conto in particolare del cablaggio predefinito a 24 o 48 porte (nel gergo tecnico: AV4, variante di collegamento 4) delle centrali. L’obiettivo era quello di utilizzare i nostri splitter XGS-PON senza dover adattare il software di provisioning esistente delle connessioni FTTH. Ma abbiamo superato anche questa sfida. In collaborazione con il nostro fornitore DN Solutions, abbiamo trovato un modo per integrare gli splitter direttamente nei moduli di distribuzione in fibra ottica del produttore R&M.
Ora i test di laboratorio e le prove sul campo sono stati completati e siamo pronti per il lancio in anteprima del nostro nuovo prodotto Basic7. Esso riunisce tutti i vantaggi di Easy7 – «Disimballare. Collegare. Navigare.» – con la tecnologia XGS-PON, più conveniente. Anche il router è identico sia per Easy7 che per Basic7: il FRITZ!Box 5530. Siamo così giunti a quello che è ormai uno standard quasi industriale, naturalmente nella stessa fascia di prezzo dei concorrenti SALT, Wingo e Yallo.
Basic7 è migliore – nonostante l’XGS-PON
Stessa fascia di prezzo, ma migliore. Naturalmente, il nostro obiettivo è che anche Basic7 si distingua dal resto in termini di qualità. Ciò è possibile per due motivi:
1. Da noi, ogni albero PON dispone di una propria connessione da 10 Gigabit sullo switch, in cui è inserito il Ciena Micro-OLT. Un albero PON serve solitamente 24 clienti, in alcune sedi 32. Non ce ne sono mai di più. Lo switch stesso dispone di una capacità di uplink di 1 o 2 x 100 Gbit/s. Non dobbiamo quindi installare nuovo hardware che consumi ulteriore energia, ma possiamo semplicemente sostituire un modulo ottico nello switch esistente e introdurre così la tecnologia XGS-PON. Il risultato è più o meno questo.

Imagine: Init7
2. Anziché i Micro-OLT di Ciena, utilizzabili in modo granulare, gli operatori del mercato impiegano grandi chassis OLT che, in alcuni casi, servono ben oltre 100 alberi PON da 32 clienti ciascuno. Si tratta quindi di oltre 3000 clienti su un unico dispositivo, che tuttavia presenta una capacità di uplink compresa tra soli 10 e un massimo di 40 Gbit/s.

Imagine: EA5800-X7, Fonte: HUAWEI
Le connessioni XGS-PON da 10 Gigabit nominali vendute dai concorrenti sono quindi soggette a un overbooking molto più elevato rispetto al nostro nuovo Basic7. Questo cosiddetto overbooking si verifica presso tutti i provider; la domanda è quindi: quale livello di overbooking è ancora accettabile? Meno è meglio: il nostro precedente articolo sul blog approfondisce l’argomento in dettaglio.
Basic7 è quindi il nostro nuovo prodotto Internet basato su XGS-PON per i clienti attenti al prezzo. «All you need», ma migliore rispetto alla concorrenza. Configurazione completamente automatica, ideale per navigare e guardare contenuti in streaming. Anche la domenica sera in prima serata, quando tutti gli altri sono online. La maggiore convenienza di Basic7 deriva dalla tecnologia XGS-PON, più economica, e dall’utilizzo del Carrier Grade NAT (CGNAT), che gestisce con attenzione le scarse risorse IPv4. Su tutto il resto non abbiamo lesinato. I clienti di Init7 possono quindi scegliere tra due prodotti: il conveniente Basic7, basato sullo standard industriale XGS-PON, e Fiber7 di fascia superiore con 10 o 25 gigabit, realizzato tramite Ethernet e che offre maggiori possibilità tecniche.
Il nostro lancio della rete XGS-PON
Abbiamo deciso di lanciare Basic7 con un «soft launch» e non con grande clamore. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che i 433 PoP Fiber7 attualmente esistenti (al 5 ottobre 2026) devono prima essere potenziati con la nuova infrastruttura XGS-PON. Ovviamente ciò non avverrà dall’oggi al domani, anche se i nostri colleghi di Suter & Bähler, responsabili dell’infrastruttura, stanno facendo un lavoro fantastico e ci stanno supportando attivamente nell’implementazione. Prevediamo quindi che entro la metà del 2027, in tutte le località in cui è disponibile Fiber7, sarà disponibile anche Basic7 come nuovo prodotto. Easy7 verrà gradualmente ritirato dal mercato, man mano che aumenterà la disponibilità di Basic7.
Ma c’era qualcosa riguardo alla controversia sulla fibra ottica, vero?
Esatto. La controversia sulla fibra ottica, un ampio procedimento antitrust contro Swisscom che alla fine si è concluso con il divieto della topologia PON. Come si concilia tutto questo con XGS-PON e Basic7 di Init7?
È ovviamente una domanda legittima. In questo contesto è fondamentale distinguere tra PON a livello 1 e a livello 2. A livello 1, ovvero per quanto riguarda il tipo di topologia di rete, il PON o P2MP (Point to Multipoint) è stato effettivamente vietato dalla Commissione della concorrenza e dai successivi gradi di giudizio. La questione riguardava essenzialmente il posizionamento degli splitter. Finché questi sono installati nella centrale o nel PoP, non sussiste alcun problema dal punto di vista del diritto antitrust. Un posizionamento degli splitter nei quartieri o nei singoli edifici avrebbe invece comportato una «chiusura del mercato» (citazione dalla sentenza nella controversia sulla fibra ottica). Abbiamo già descritto in precedenza nel nostro blog i dettagli delle due topologie di rete (tedesco).
Se quindi un provider opta per la tecnologia XGS-PON, basata su PON o P2MP, la topologia PON viene di fatto mappata sulla topologia P2P (Point to Point). Il P2MP può essere implementato su P2P, ma non viceversa.
Il P2P consente la concorrenza tecnologica
La topologia di rete P2P è quindi necessaria affinché la concorrenza tecnologica tra i provider possa funzionare senza ostacoli – secondo la sentenza del Tribunale amministrativo federale. Senza il P2P, Fiber7 su topologia Ethernet non sarebbe possibile, né lo sarebbe Basic7 su XGS-PON, poiché noi, in qualità di concorrenti di Swisscom, non saremmo in grado di installare autonomamente i nostri splitter in tutti i quartieri e complessi residenziali. Gli splitter devono quindi essere installati nelle centrali o nei PoP, in modo che ogni operatore abbia la possibilità di scegliere la tecnologia ottimale per le proprie esigenze.
L’XGS-PON è così diventato uno standard quasi industriale. Dal punto di vista del Layer 2, ovvero dell’elettronica, non ha importanza dove siano installati gli splitter. Dal punto di vista del diritto antitrust, invece, sì. La concorrenza libera funziona solo se l’albero PON ha un tronco molto corto e rami lunghi. Per questo motivo la Commissione della concorrenza ha vietato il tronco lungo e i rami corti, poiché in tal modo Swisscom avrebbe potuto monopolizzare la rete in fibra ottica. Il fatto che ciò non sia accaduto lo dobbiamo alla nostra vittoria nella controversia sulla fibra ottica.