{"id":4536,"date":"2026-02-27T10:15:50","date_gmt":"2026-02-27T09:15:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.init7.net\/?p=4536"},"modified":"2026-02-27T11:19:17","modified_gmt":"2026-02-27T10:19:17","slug":"leconomia-del-settore-delle-telecomunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/leconomia-del-settore-delle-telecomunicazioni\/","title":{"rendered":"L&#8217;economia del settore delle telecomunicazioni"},"content":{"rendered":"\r\n\r\n\r\n<section id=\"res-cat-date-block_1b2fe142ea463f4b79854bb5951e69e1\" class=\"res-block res-cat-date py-4\" style=\"background: transparent;\">\r\n\t<div class=\"inner-container container-off\" >\r\n\r\n\t\t<div class=\"the_category_content\">\r\n\t\t\t<div class=\"the_category\"><ul class=\"post-categories\">\n\t<li><a href=\"https:\/\/blog.init7.net\/it\/story\/init7-it\/\" rel=\"category tag\">Init7<\/a><\/li>\n\t<li><a href=\"https:\/\/blog.init7.net\/it\/story\/mercato-e-politica\/\" rel=\"category tag\">Mercato e politica<\/a><\/li>\n\t<li><a href=\"https:\/\/blog.init7.net\/it\/story\/non-categorizzato\/\" rel=\"category tag\">Non categorizzato<\/a><\/li>\n\t<li><a href=\"https:\/\/blog.init7.net\/it\/story\/suggerimenti-trucchi-e-test\/\" rel=\"category tag\">Suggerimenti, trucchi e test<\/a><\/li><\/ul><\/div> <span class=\"d-none d-sm-block\">|<\/span> <div class=\"the_date\">27.02.2026<\/div><div class=\"the_change_date ml-sm-auto\"><\/div>\r\n\r\n\t<\/div>\r\n\t  \r\n\t<\/div>\r\n<\/section>\n\n\n<p>di Fredy K\u00fcnzler<\/p>\n\n\n\n<p>Durata della lettura: 10 minuti<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><br><strong><strong>L&#8217;economia del settore delle telecomunicazioni<\/strong><\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>\u00abUn provider Internet deve dimensionare la propria rete in modo tale che nessun cliente debba mai chiamare l&#8217;assistenza\u00bb. <\/strong>Questa citazione \u00e8 attribuita al noto blogger tedesco Felix von Leitner (alias FeFe), che fino alla primavera del 2025 si \u00e8 espresso regolarmente su temi legati a Internet, non risparmiando critiche all&#8217;industria delle telecomunicazioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ottimizzazione dei costi<\/h3>\n\n\n\n<p>In effetti, esistono alcuni principi economici per l&#8217;ottimizzazione dei costi per i provider Internet, ma spesso a scapito della propria clientela. Nel blog abbiamo gi\u00e0 parlato dell&#8217;<a href=\"https:\/\/blog.init7.net\/it\/come-un-internet-provider-controlla-il-proprio-traffico-dati\/\">overbooking della larghezza di banda nella dorsale<\/a> e delle <a href=\"https:\/\/blog.init7.net\/it\/overbooking-come-i-provider-si-dividono-la-larghezza-di-banda\/\">connessioni a livello di accesso<\/a>. Abbiamo anche affrontato il tema dell&#8217;<a href=\"https:\/\/blog.init7.net\/it\/to-peer-or-not-to-peer-kartelle-im-internet\/\">abuso di posizione<\/a> dominante e degli sforzi degli ex monopolisti per far pagare all&#8217;industria dei contenuti l&#8217;espansione della fibra ottica. In definitiva, si tratta sempre della stessa cosa: aumentare il rendimento e ottenere il massimo profitto possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal fine vengono utilizzati tutti i metodi legali e anche alcuni illegali. <strong>Questi ultimi hanno raggiunto il loro triste apice nella cosiddetta <a href=\"https:\/\/blog.init7.net\/it\/die-glasfaserstreit-geschichte\/\">controversia sulla fibra ottica<\/a>.<\/strong> Ma voi che siete lettori abituali di questo blog lo sapete gi\u00e0 da tempo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Mercato libero e regolamentazione nel mercato all&#8217;ingrosso<\/h3>\n\n\n\n<p>Naturalmente non vogliamo denigrare i principi economici. Un mercato funzionante richiede maggiori sforzi da parte di tutti i fornitori, il che si traduce in prezzi pi\u00f9 convenienti e prodotti migliori. Il legislatore ne \u00e8 consapevole e desidera quindi la massima concorrenza tra i fornitori di servizi di telecomunicazione. La dottrina liberale secondo cui \u00abil mercato regola tutto\u00bb si applica piuttosto bene, almeno per quanto riguarda le connessioni a banda larga per i clienti privati nelle aree urbane della Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto riguarda il <a href=\"https:\/\/blog.init7.net\/it\/il-mercato-allingrosso-di-internet-in-svizzera\/\">mercato all&#8217;ingrosso<\/a>, che abbiamo gi\u00e0 esaminato in dettaglio. Questo mercato richiede infatti inevitabilmente una regolamentazione. <strong>Affinch\u00e9 la concorrenza nel mercato al dettaglio possa funzionare al meglio, tutti i concorrenti devono poter operare in condizioni eque e paritarie.<\/strong> Tuttavia, per ragioni storiche, tali condizioni eque non sussistono: l&#8217;ex monopolista Swisscom \u00e8 nata dall&#8217;allora PTT (Post-, Telefon- und Telegrafenbetriebe), che fino al 1998 era l&#8217;unica responsabile dei servizi di telecomunicazione. Era possibile telefonare solo tramite la PTT e Internet era ancora agli esordi. Per questo motivo, il legislatore ha creato una regolamentazione delle telecomunicazioni e ha imposto all&#8217;ex monopolista dei requisiti adeguati, in modo che i nuovi concorrenti, che stavano entrando nel mercato e che non potevano \u00abereditare\u00bb una rete PTT completa e dovevano partire da zero, avessero una possibilit\u00e0 di sopravvivere. Tuttavia, l&#8217;enorme vantaggio dell&#8217;ex monopolista rimane nella memoria: si ricorda il periodo intorno alla fine del millennio, quando l&#8217;allora Diax (oggi Sunrise) install\u00f2 le sue prime antenne di telefonia mobile e nonostante ci\u00f2 si parlava principalmente delle zone senza copertura Diax. Il legislatore aveva infatti omesso di obbligare l&#8217;ex monopolista, con la sua rete di telefonia mobile gi\u00e0 relativamente ben sviluppata, ad attuare il roaming nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 avere tutto: \u00abIl mercato regola tutto\u00bb a livello di prestazioni preliminari e massima concorrenza per i clienti finali. Purtroppo, per\u00f2, non tutti i membri del nostro organo legislativo a Berna hanno compreso questo principio, come dimostra chiaramente il dibattito sulla legge sulle telecomunicazioni negli anni dal 2017 al 2019. Argomentazioni irrilevanti erano quasi all&#8217;ordine del giorno, fino ad arrivare a \u00abSwisscom \u00e8 una buona azienda perch\u00e9 sponsorizza molti eventi sportivi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Confederazione: azionista e autorit\u00e0 di vigilanza allo stesso tempo<\/h3>\n\n\n\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge il conflitto di interessi latente tra il potere legislativo e quello esecutivo in Svizzera. <strong>La Confederazione detiene il 51% delle azioni ed \u00e8 quindi proprietaria di maggioranza di Swisscom.<\/strong> Il Consiglio federale, che in realt\u00e0 dovrebbe esercitare la vigilanza su Swisscom, nomina l&#8217;autorit\u00e0 di regolamentazione ComCom e controlla l&#8217;Ufficio federale OFCOM. Infine, il Consiglio federale e il Parlamento hanno un interesse vitale a garantire che il reddito annuo di Swisscom confluisca in modo affidabile nelle casse federali. Nel 2025 si trattava di ben CHF 581 milioni, ovvero CHF 22 per azione. \u00c8 ovvio che qualsiasi tentativo di ridurre queste entrate per la cassa federale equivarrebbe a un suicidio politico. La Confederazione si comporta quindi esattamente come qualsiasi altro azionista di Swisscom: ci\u00f2 che conta \u00e8 il rendimento ricorrente e non gli interessi economici generali che trarrebbero vantaggio da una concorrenza equa nel settore delle telecomunicazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questo non si vuole certo dire che i fornitori alternativi di servizi di telecomunicazione non abbiano sfruttato le loro opportunit\u00e0. Al contrario: immaginate se oggi esistesse ancora il monopolio delle PTT! Continueremmo ancora a lottare con la velocit\u00e0 ADSL. I pochi che avrebbero la fibra ottica spenderebbero ogni mese una fortuna e ogni SMS costerebbe 20 centesimi \u2013 WhatsApp &amp; Co. sarebbero bloccati e vietati. In realt\u00e0, oggi \u00e8 possibile acquistare abbonamenti Internet con una velocit\u00e0 nominale di 10 Gigabit\/s per meno di CHF 40 al mese. Almeno nelle aree urbane. Si tratta di una velocit\u00e0 notevolmente maggiore a un prezzo notevolmente inferiore.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Maggiori dividendi nonostante il calo del fatturato<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>In questo contesto, non sorprende che sia Swisscom che Sunrise, il numero due nel Paese, abbiano registrato un calo del fatturato nell&#8217;ultimo anno fiscale. <\/strong>Swisscom ha registrato un calo del 2,3% nel mercato svizzero, mentre Sunrise ha registrato un calo dell&#8217;1,1%. In altre parole: gli anni d&#8217;oro del settore delle telecomunicazioni sono finiti e chi riesce a mantenere il fatturato e i profitti pu\u00f2 ritenersi fortunato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciononostante, gi\u00e0 un anno fa la direzione di Swisscom aveva annunciato agli azionisti che quest&#8217;anno avrebbe distribuito un dividendo pi\u00f9 elevato, pari a CHF 26. Per il 2027 la promessa \u00e8 di CHF 27. Per il 2028 non ci sono ancora promesse, ma se la serie non dovesse continuare, sarebbe una delusione. \u00c8 difficile capire perch\u00e9 la direzione di Swisscom si metta in una situazione cos\u00ec difficile. Probabilmente si presume che il mandato di CxO abbia una durata breve e che il bonus sia adeguato nel breve termine.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Risparmiare sul servizio<\/h3>\n\n\n\n<p>Di conseguenza, \u00e8 necessario risparmiare, poich\u00e9 il rendimento \u00e8 pari alle entrate meno le spese. Poich\u00e9 \u00e8 difficile aumentare le prime, occorre ridurre le seconde. <strong>Si licenziano quindi i dipendenti, preferibilmente quelli costosi con pi\u00f9 di 55 anni, a scapito del clima lavorativo e del morale.<\/strong> Si esercitano pressioni sui prezzi dei fornitori. Si rinuncia agli aggiornamenti e alle ridondanze necessari, anche se le reti di emergenza possono smettere di funzionare in qualsiasi momento a causa di un singolo punto di errore. Il deterioramento del servizio avviene in modo graduale. Il pi\u00f9 delle volte infatti \u00abfunziona\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I pochi clienti che osano chiamare la hotline per lamentarsi vengono logorati da un&#8217;attesa infinita e alla fine vengono trasferiti a un operatore di call center in un paese con salari bassi. In passato era il cantone di Turgovia, con una diciannovenne sottopagata di nome Samantha B\u00fcnzli in un call center al confine con la Germania. Oggi Samantha vive in Turchia o in Kosovo, guadagna meno di EUR 1000 al mese e non parla quasi pi\u00f9 la lingua del Paese, figuriamoci il dialetto locale. E domani si parler\u00e0 solo con un software di call center basato sull&#8217;intelligenza artificiale, perch\u00e9 le persone reali sono state eliminate.<\/p>\n\n\n\n<p>I clienti che ne hanno abbastanza vengono dissuasi dal recedere dal contratto con ogni mezzo possibile, ad esempio non accettando pi\u00f9 le disdette inviate tramite lettera raccomandata. Chi desidera recedere dal contratto deve sottoporsi a interminabili attese telefoniche, per poi farsi convincere da un operatore del call center con un&#8217;offerta speciale. Il termine tecnico per questo fenomeno \u00e8 \u00abcustomer retention\u00bb. <strong>La reputazione dell&#8217;industria delle telecomunicazioni in Svizzera, anzi in tutto il mondo, \u00e8 piuttosto compromessa, e questo gi\u00e0 da anni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Conta solo il profitto. Gli azionisti e il management hanno aspettative in termini di dividendi o bonus che devono essere soddisfatte. Da tempo ormai il cliente non \u00e8 pi\u00f9 un cliente, ma un contribuente netto. L&#8217;unica cosa che conta \u00e8 l&#8217;ARPU, ovvero il \u00abaverage revenue per user\u00bb (ricavo medio per utente) e lo stipendio del CEO.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per questo si accetta occasionalmente una tempesta mediatica<\/strong> quando la TV non funziona in prima serata a livello nazionale o un&#8217;interrogazione parlamentare quando le reti di emergenza non funzionano. Oppure pratiche di vendita estremamente discutibili, come quelle recentemente scoperte dal programma Kassensturz della SRF in relazione al <a href=\"https:\/\/www.tio.ch\/svizzera\/cronaca\/1901893\/cinque-anni-contratti-caso-salt\">flagship store Salt di Berna<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il modello di business di Telekom<\/h3>\n\n\n\n<p>Eppure sarebbe cos\u00ec semplice. Il settore delle telecomunicazioni si basa su un modello di abbonamento. Un cliente si abbona a un servizio fino a revoca e paga ogni mese un importo fisso. I<strong>n qualit\u00e0 di fornitore, \u00e8 possibile prevedere con precisione al pochi percento le entrate future a lungo termine.<\/strong> Anche le spese sono facilmente pianificabili. Un provider Internet \u00e8 anche piuttosto resiliente alle tendenze a breve termine: non importa se i clienti preferiscono guardare i reel su TikTok o Instagram. Oggi una connessione Internet adeguata \u00e8 indispensabile. A ci\u00f2 si aggiunge la scalabilit\u00e0: raddoppiare il numero di clienti e quindi i ricavi non comporta automaticamente un raddoppio dei costi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi fatti alimentano le aspettative degli investitori. Non si \u00e8 mai soddisfatti dei guadagni. E per questo ogni trucco \u00e8 lecito. Offerte allettanti nel primo anno, seguite da aumenti significativi dei prezzi nel secondo. \u00abAbbonati e ti regaliamo un televisore (ovviamente dalle rimanenze dell&#8217;anno precedente)!\u00bb. <strong>\u00abSconto a vita!\u00bb, naturalmente solo per i nuovi clienti.<\/strong> A volte \u00e8 davvero imbarazzante vedere quali trucchi escogitano i responsabili di prodotto dell&#8217;industria.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il calcolo dei CHF 1,90<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel primo trimestre del 2026, la caccia al rendimento ha raggiunto una nuova dimensione. <strong>Swisscom ha annunciato che tutti gli abbonamenti di telefonia mobile e banda larga subiranno un aumento di CHF 1.90 al mese.<\/strong> La maggior parte dei clienti probabilmente penser\u00e0 \u00abbeh, pazienza\u00bb, la vita sta diventando pi\u00f9 cara e 90 centesimi non sono poi cos\u00ec tanti. Ma se si fa un rapido calcolo, si vedono gli scenari che la direzione di Swisscom ha preso in considerazione. CHF 1.90 corrispondono a CHF 22.80. Supponendo che l&#8217;aumento riguardi 7 milioni di abbonamenti (stima prudente), il ricavo aggiuntivo \u00e8 di CHF 159,6 milioni all&#8217;anno. Naturalmente \u00e8 stato calcolato un certo \u00abchurn\u00bb (perdita di clienti a causa di disdette).<\/p>\n\n\n\n<p>Supponendo che i 7 milioni di abbonamenti costino in media CHF 50 al mese, il ricavo totale ammonta a CHF 4,2 miliardi all&#8217;anno. Se il prezzo aumenta di CHF 1,90 al mese, il ricavo totale sale a CHF 4,359 miliardi. Naturalmente, ci sono valori empirici relativi alla perdita di clienti: <strong>supponendo che il 2% dei clienti disdica l&#8217;abbonamento, l&#8217;operazione \u00e8 comunque redditizia.<\/strong> I restanti 6,86 milioni di clienti continuano infatti a versare CHF 4,272 milioni nelle casse dell&#8217;azienda. Il 2% in meno di clienti significa per\u00f2 anche il 2% in meno di personale di assistenza <strong>ma CHF 72 milioni in pi\u00f9 di profitti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per la clientela attenta ai prezzi, tutti i principali operatori offrono marchi secondari e terziari, i cosiddetti marchi complementari. Swisscom ha Wingo, Sunrise ha Yallo, CHmobile e Lebara, SALT ha GoMo. L&#8217;elenco non \u00e8 ovviamente completo. Ci\u00f2 consente di mantenere elevati i prezzi del \u00abmarchio premium\u00bb. Se un cliente non \u00e8 pi\u00f9 soddisfatto, \u00e8 possibile trasferirlo al marchio secondario. \u00c8 sempre meglio che perderlo a favore della concorrenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra opzione molto diffusa sono i vecchi modelli di abbonamento. Se un cliente mantiene per anni una vecchia tariffa di telefonia mobile che non \u00e8 pi\u00f9 disponibile sul mercato perch\u00e9 non pi\u00f9 competitiva, finisce per pagare ogni mese un importo superiore al dovuto. Con l&#8217;aumento di prezzo di CHF 1.90 al mese annunciato da Swisscom \u00e8 stato pubblicato un elenco dei tipi di abbonamento interessati. Nel settore della telefonia mobile, sono ben 62 le tariffe di abbonamento che subiranno un aumento forfettario. Tra queste figura ad esempio l&#8217;abbonamento denominato <strong>\u00abNATEL\u00ae infinity 2.0 XL\u00bb che costa ben CHF 199.00 al mese<\/strong> e che ora coster\u00e0 CHF 200.90 (<a href=\"https:\/\/www.swisscom.ch\/it\/clienti-privati\/informazioni-prezzo.html\">fonte: Swisscom<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel settore della banda larga, l&#8217;economia \u00e8 leggermente diversa. Come gi\u00e0 accennato, il modello di reddito \u00e8 relativamente scalabile. Da un lato, i costi di base correnti per ogni PoP in fibra ottica rimangono simili, indipendentemente dal fatto che siano collegati 50 o 200 clienti. <strong>Dall&#8217;altro lato, i costi di produzione per ogni connessione sono identici, indipendentemente dal fatto che l&#8217;offerta di banda larga comprenda una larghezza di banda di 10 Mbit\/s o 10 Gbit\/s.<\/strong> Non vi \u00e8 quindi alcun motivo oggettivo per addebitare CHF 39 per il primo e CHF 89 per il secondo. La differenziazione in base alla larghezza di banda e al prezzo serve solo a sfruttare la disponibilit\u00e0 di pagare di alcuni segmenti di clientela.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Init7 opera in modo diverso<\/h3>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 nel 2014 Init7 ha abolito i limiti di banda larga e venduto Fiber7 al prezzo di CHF 777 all&#8217;anno o CHF 64,75 al mese. All&#8217;epoca, il limite tecnico era di 1 gigabit di banda larga simmetrica. <strong>Il prezzo \u00e8 rimasto invariato anche dopo dodici anni<\/strong>, mentre la rinnovata infrastruttura consente una larghezza di banda di 10 e 25 Gbit\/s, di cui beneficiano i clienti Fiber7. Ci \u00e8 stato chiesto pi\u00f9 volte perch\u00e9 non chiedessimo pi\u00f9 soldi per 25 Gbit\/s, dato che i clienti sarebbero disposti a pagare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il motivo \u00e8 semplice:<\/strong> per noi non \u00e8 mai stata una questione di solo profitto. L&#8217;ARPU \u00e8 secondario. Siamo convinti che sia possibile contrapporsi alle pratiche dei \u00abgrandi\u00bb. \u00abInternet senza interruzioni\u00bb \u00e8 il nostro orgoglio professionale. E questo comprende molti aspetti, non solo la larghezza di banda nominalmente pi\u00f9 elevata. <strong>Rinunciamo consapevolmente a promozioni a breve termine come gli sconti del Black Friday, che per i clienti di lunga data sono come uno schiaffo in faccia.<\/strong> Tutti i nostri dipendenti lavorano a Winterthur o in home office a breve distanza e non in un paese con salari bassi. Il nostro obiettivo \u00e8 quello di non lasciare i nostri clienti in attesa per ore al telefono. Vendiamo solo prodotti e servizi di cui siamo noi stessi convinti. Gestiamo una nostra infrastruttura a livello nazionale con oltre 400 PoP in fibra ottica, perch\u00e9 siamo convinti che la semplice rivendita di prodotti prefabbricati non soddisfi i nostri standard di qualit\u00e0. Da anni reinvestiamo interamente i nostri profitti. I nostri azionisti sono coinvolti con passione e da oltre un decennio non ricevono alcun dividendo, poich\u00e9 i nostri profitti vengono continuamente reinvestiti. Abbiamo portato avanti la controversia sulla fibra ottica attraverso le varie istanze affinch\u00e9 le condizioni di concorrenza nel settore delle telecomunicazioni consentano a tutti i cittadini svizzeri di avere una vera scelta e non solo lo stesso prodotto in una confezione diversa per pochi centesimi in pi\u00f9 o in meno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non siamo perfetti e anche noi siamo solo esseri umani.<\/strong> A volte le cose vanno male. Nelle recensioni di Google riceviamo quasi sempre un 5 o, a volte, un 1. Non ci sono zone grigie intermedie e, s\u00ec, ovviamente cerchiamo di evitare il pi\u00f9 possibile i 1. Non pretendiamo nemmeno di avere il prodotto perfetto per tutti. Alcune persone sono pi\u00f9 soddisfatte da un fornitore regionale con assistenza in loco. Va bene cos\u00ec. <strong>Ognuno sceglie il proprio fornitore liberamente.<\/strong> Ma il fatto che ormai quasi tutti abbiano una scelta \u00e8 anche merito nostro<\/p>\n\n\n\n<p>Un cliente una volta ha detto che Init7 offre \u00abInternet bio\u00bb. Se sia davvero cos\u00ec, lo lasciamo aperto. Ma una cosa \u00e8 certa: Init7 Internet: Made with love in Winti \u2764\ufe0f<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la maggior parte delle famiglie, il Wi-Fi \u00e8 il mezzo preferito per collegare i propri dispositivi a Internet. Il numero di dispositivi connessi a Internet in ogni famiglia aumenta inesorabilmente e con esso crescono anche le esigenze che ognuno di noi pone nei confronti del collegamento alla rete WLAN.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4547,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[204,207,198,213],"tags":[],"class_list":["post-4536","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-init7-it","category-mercato-e-politica","category-non-categorizzato","category-suggerimenti-trucchi-e-test"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4536","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4536"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4536\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4612,"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4536\/revisions\/4612"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4536"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4536"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.init7.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4536"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}